SE HO UN LEONE CHE MI MANGIA IL CUOR
- Regia: Amedeo Fago
- Anno di produzione: 1977
- Soggetto: Amedeo Fago
- Sceneggiatura: Amedeo Fago
- Fotografia: Amedeo Fago
- Operatore alla macchina: Amedeo Fago
- Scenografia: Amedeo Fago
- Costumi:
- Montaggio: Alfredo Muschietti, Claudia Vivenzo,
- Musica:
- Direttore di produzione: Enzo Porcelli,
Sinossi
Documentario italiano del 1977, diretto da Amedeo Fago, della durata di circa 45 minuti. Non ha una trama narrativa tradizionale: è un documento d’epoca legato all’esperienza basagliana e al lavoro sulla salute mentale a Trieste.
La “trama” segue la cronaca del lavoro di comunicazione svolto nel 1977 durante il “Réseau di psichiatria” al Centro di Salute Mentale di Barcola, a Trieste. Il film racconta un momento di incontro e confronto tra psichiatri, intellettuali, artisti e operatori impegnati nel superamento del manicomio e nella trasformazione radicale del modo di intendere la malattia mentale. Tra le figure citate dalle schede compaiono Franco Basaglia, Robert Castel, Dario Fo, David Cooper e Félix Guattari.
Il documentario osserva la psichiatria non come istituzione chiusa e repressiva, ma come spazio pubblico, politico e creativo: un laboratorio in cui la parola dei pazienti, il teatro, la riflessione teorica e l’azione sociale diventano strumenti per rompere l’isolamento della follia e restituire identità e dignità alle persone escluse dal manicomio.